Il Campo-Dati Gravitazionale

(Catramba Mysteryland Blog)
La gravità è un dato di fatto.  
Che sia una proprietà dell’elettromagnetismo o una forza causata dalle particelle, essa rende possibile tutta una serie di attività interessanti e sport (snowboard, paracadutismo, tuffi, saltare sui letti ecc…)
C'è un momento tra il salire e lo scendere che ricorda l'assenza di gravità
C’è un momento tra il salire e lo scendere che ricorda l’assenza di gravità
Col tempo arguti cervelloni si sono accorti di altre proprietà di questa forza; come la diligenza a seguire alla lettera disposizioni matematiche.
E’ grazie a tutti quegli scarabocchi da quattrocchi che abbiamo raggiunto lo spazio e potuto inventare astronavi che non andassero solo col potere della fede.
Per costruire uno di questi ci saranno volute una grossa cifra di formule.
Per costruire uno di questi ci saranno volute una grossa cifra di formule matematiche.
Beh ma come sarebbe se le stesse leggi fisiche funzionassero nel cyber-spazio?
I corpi più massivi (i siti web con più traffico, utenti e dati salvati), dovrebbero essere quelli che crescono più in fretta; inglobando i corpi più vicini e distorcendo su di se le traiettorie di molti altri corpi (sempre composti di dati).
Quanti siti orbitano intorno ad altri siti più grandi e così via?
Quanti siti orbitano intorno ad altri siti più grandi e così via?
E sembrerebbe proprio confermato dal fatto che i maggiori indirizzi web per visite sono quelli che contengono e continuano ad accumulare più dati!
Facebook ha dichiarato di riuscire a immagazzinare 500 terabytes di informazioni multimediali al giorno! Google invece ne gestisce (leggi immagazzina) circa 50-100-1000 volte di più al giorno (abbastanza da aver bisogno di così tanti server)! E più dati ottengono (maggiore la loro massa) più altri ne arrivano in una crescita che ricorda la formazione delle prime stelle dopo il big bang.
Esploreremo in seguito questa analogia tra spazio cosmico e spazio virtuale.
p.s.
Possiamo considerare catramba un acceleratore gravitazionale!

LA STELLA DI SIRIO: I DONGON

Pubblichiamo un interessante articolo dell'Ing Giuseppe Merlino tratto dal suo Blog giuseppemerlino.wordpress.com.

Sirio è la stella più luminosa del cielo notturno. Essa appartiene alla costellazione del Cane Maggiore. Essa si trova ad una distanza di 8,6 anni luce dalla Terra e pertanto è una delle stelle a noi più vicine.

Una popolazione africana ha una interessante tradizione orale relativa a questo astro:

I Dogon sono una popolazione del Mali, uno stato dell’Africa centro-occidentale; sono circa 240.000, popolano una zona montagnosa all’interno dell’ansa del Niger, la falesia di Bandiagara, zona dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Nella loro tradizione orale essi parlano della stella Sirio e soprattutto della sua compagna, Sirio B, rivelando nozioni astronomiche che avrebbero posseduto più di 5000 anni fa. Infatti Sirio è un sistema binario e Sirio B non è visibile ad occhio nudo: la si può osservare solo con un telescopio. Sirio B è una nana bianca che orbita attorno alla stella principale ad una distanza compresa tra 8,1 e 31,5 unità astronomiche, con un periodo di circa 50 anni. Fu la prima nana bianca ad essere scoperta nel 1862 da Alvan Clark, figlio dello studioso americano e costruttore di lenti per telescopi Graham Clark.
Ma i Dogon come potevano sapere dell’esistenza di Sirio B e che, pur essendo molto più piccola, è più massiccia di Sirio A, tanto che la chiamavano appunto Po (un cereale di grande peso specifico)?
Storicamente, molte culture hanno dato un significato speciale a Sirio. Era adorata in Egitto molto prima che Roma fosse fondata, e molti templi degli antichi Egizi furono costruiti orientandoli in modo che la luce della stella potesse illuminare i loro altari interni. Gli Egizi inoltre basarono il loro calendario sul sorgere eliaco di Sirio, che accadeva poco prima dell’annuale piena del Nilo e dell’equinozio di primavera.

I Dogon celebrano ogni 60 anni una cerimonia che si riferisce alla fine di una rotazione di Sirio B attorno a Sirio. Questa popolazione fu studiata dagli antropologi francesi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen per parecchi anni dal 1931 in poi. Nel corso di questi studi lo Sciamano Ogo Temmeli disegnò sulla sabbia l’ellisse che Sirio B percorreva attorno a Sirio e l’esatta posizione che Sirio aveva all’interno dell’ellisse. Noi oggi sappiamo però che il periodo di rotazione è di circa 50 anni, in ogni caso le concordanze sono sorprendenti. Questo Sciamano rivelò ai due studiosi che i Dogon si erano stanziati nel Mali da oltre 500 anni ma che la loro provenienza originaria era l’Egitto.

Alla fine di ogni cerimonia, i Dogon costruivano una maschera e sono state ritrovate 6 maschere, più i resti di altre due, il che farebbe risalire a 480 anni prima le conoscenze dei Dogon su Sirio B che l’Astrofisica moderna ha scoperto solo nel 1862, riconoscendo solo nel 1925 che si trattava di una nana bianca.

Nella Mitologia dei Dogon si parla anche di misteriosi esseri provenienti dal sistema della stella Sirio chiamati Nommo.

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