Personaggi del mistero: 5) Rasputin

La figura del mistico russo Grigorij Efimovic Rasputin (1869 –1916), ha acquisito con il passare degli anni caratteristiche leggendarie. Nato in Siberia, crebbe come un qualunque figlio di contadini. Si sposò giovane, ebbe tre figli e intraprese lunghi viaggi. Ai primi del ‘900 iniziò a diffondersi per tutta la Russia la voce dei suoi poteri sciamanici.
Influente. Grazie alla fitta rete di relazioni ad alto livello che, nonostante la mancanza di istruzione, si era costruito, Rasputin arrivò nel 1905 alla corte dello zar Nicola II. La zarina Alessandra, in apprensione per il figlio Alessio, emofiliiaco, invitò Rasputin a tentare qualcosa per guarirlo. Visto il ruolo che esercitava a corte, furono migliaia i postulanti che si rivolgevano a lui perché intercedesse presso lo zar. Preoccupati dalla sua crescente influenza, nel 1916 un gruppo di nobili ordì una congiura. A una cena gli fu somministrato del veleno, che però non sembrò avere effetto. Decisero così di sparargli, ma Rasputin si rialzò e tentò di fuggire. Fu finito a bastonate e gettato nel fiume. Non è chiaro oggi quale sia stato davvero il ruolo giocato da Rasputin a livello politico. Non si esclude che possa avere rappresentato un conveniente capro espiatorio per chi era contrario alle decisioni dello zar, ma non aveva la forza per affrontarlo direttamente.
Tratto da http://www.focus.it/misteri-e-fenomeni-paranormali

Personaggi del mistero: 4) Cagliostro

Alessandro conte di Cagliostro, al secolo Giuseppe Balsamo (1743-1795), fu un avventuriero che acquisì fama di mistico e alchimista. Nei guai per una serie di truffe più o meno scaltre, con la moglie Lorenza, lasciò l’Italia e iniziò a girovagare per l’Europa. Nel corso dei suoi viaggi adottò il nome di Cagliostro e si inventò il titolo nobiliare di conte. Raccontò di appartenere a misteriose società segrete, di avere visioni mistiche, di possedere poteri taumaturgici e di evocare gli spiriti. Sebbene semianalfabeta, le sue capacità affabulatorie gli garantirono il sostegno di nobili e cardinali.
Sepolto vivo. Nel 1784, Cagliostro fondò la Massoneria di Rito Egizio e si autoelesse “Gran Cofto”, nominando sua moglie “Principessa Serafina e Regina di Saba”. Fu preso sul serio da aristocratici e benestanti massoni di tutta Europa. Ma i suoi piani fallirono quando si trovò coinvolto nello “scandalo della collana”, la celebre truffa che aveva come bersaglio la regina Maria Antonietta di Francia. Cagliostro, estraneo ai fatti, fu però arrestato e costretto a fuggire. Tornato in Italia, fu condannato per aver esercitato attività massoniche e per essere un eretico, un mago e un truffatore. Cagliostro scrisse al papa pregandolo di risparmiargli la vita, ma fu condannato alla prigionia a vita presso la Rocca di San Leo (Pu). Costretto a restare nel “pozzetto”, una cella scavata nella pietra, dopo quattro anni di sofferenze morì.